(850-750) Nel Lazio centrale convivevano gli Etruschi a nord, i Sabini a nord-est e i Latini a sud. Una coesistenza simile di verificò nell'area della futura Roma, dove:
gli Etruschi si stanziarono su Gianicolo e Vaticano;
i Sabini su Quirinale e Viminale);
i Latini sul Palatino e gli Albani (affini ai Latini) sul Celio.
In tutto il lazio intorno al 750 aC si avviò la trasformazione dei villaggi in città, favorite anche dai contatti con le prime colonie greche della Magna Grecia e dall'aumento della produttività agricola.
(850-750) Nacque il Septimontium: fu un patto federativo di fusione dei villaggi sui colli proto-storici (che, a dispetto del nome, erano otto):
i due colli del Palatino: Cermalus e Palatium
i tre colli dell'Esquilino: Cispius, Oppius e Fagutal
la Subura/Carinae
la Velia (che connetteva Palatino ed Esquilino)
il Celius
I villaggi si unirono quindi a creare un unico centro proto-urbano, la cui massima estensione fu di 250 ettari.
Resti archeologici di un villaggio sul Campidoglio sono stati datati al 1600 aC, in corrispondenza di tombe trovate sia sul colle che nell’Argiletum (a valle), e continuano fino all’800 aC.
A partire dal 900 aC, resti di diversi villaggi comparvero anche sul Palatino (capanne in almeno tre aree diverse, con una necropoli corrispondente nel Foro) e nella Suburra (con necropoli corrispondente nel Foro di Augusto).
La fusione dei vari villaggi in un unico centro urbano dovrebbe essere avvenuta intorno al 750 aC, quando la leggenda colloca la fondazione mitica di Roma da parte di Romolo.
(753-509) Monarchia
Benché sia chiaro che soltanto sette sovrani non possano coprire un arco di 250 anni di monarchia, la tradizione (riportata per la prima volta solo sei secoli dopo, nel I secolo aC, da Tito Livio e Dionigi di Alicarnasso) elenca i sette re di Roma nel modo seguente:
(753-716) Romolo
(715-673) Numa Pompilio.
(673-641) Tullo Ostilio
(640-616) Anco Marzio
(616-579) Tarquinio Prisco
(578-535) Servio Tullio
(535-509) Tarquinio il Superbo
Re latini e sabini: Romolo sconfisse i Sabini e li assimilò nella popolazione romana, associando il loro re Tito Tazio al trono. Numa Pompilio creò le prime istituzioni religiose. Tullo Ostilio condusse le prime guerre di conquista, distruggendo Alba Longa. Anco Marcio costruì il primo ponte stabile sul Tevere, occupando il Gianicolo etrusco e stabilendo un primo insediamento alla foce del Tevere (Ostia).
Re etruschi: gli Etruschi si impadronirono di Roma, dando alla città gli ultimi tre re. Tarquinio il Superbo venne cacciato dai patrizi romani, che fondarono la Repubblica nel 509 aC.
La Popolazione della neonata Roma raggiunse inizialmente i 15.000 abitanti, per attestarsi a 30.000 sotto Servio Tullio.
Sotto i re latino-sabini Roma rimase un villaggio di capanne sui colli.
Sotto i re etruschi che si trasformò in una vera e propria città, quando le capanne divennero case con tegole e sorsero templi. Tarquinio Prisco promosse lavori pubblici nel Foro (che divenne luogo di incontro politico ed economico) e sul Campidoglio (che divenne centro religioso) e bonificò le valli intorno a queste aree (Cloaca Maxima). Servio Tullio (secondo la tradizione, ma poco verosimilmente) istituì i comizi centuriati (a supporto del re e del senato) e costruì le mura della città.
Roma arrivò a dominare il Lazio, sconfiggendo Lega Latina e Etruschi:
(499) Battaglia del Lago Regillo contro i Latini
(396) Distruzione di Veio (Furio Camillo)
Nel corso del V secolo la Repubblica creò i suoi magistrati, tutti annuali e collegiali (almeno due per ruolo):
i consoli (potere esecutivo e militare);
i pretori (potere giudiziario);
i questori (potere amministrativo - economico).
Solo i patrizi potevano ricoprire queste cariche.
Respinti gli etruschi verso nord, i romani sconfissero le città della Lega Latina al Lago Regillo (499) e strinsero con loro un'alleanza. -Latini e Romani sconfissero insieme Equi e Volsci (430) e poi conquistarono Veio (396). Roma arrivò a dominare il Lazio.
Lotte politico-sociali tra patrizie e plebei:
(494) secessione dell’Aventino
(450) Leggi delle 12 Tavole
(455) la Legge Canuleia del 445 a.C.
(367) Leggi Licinio-Sestie
A livello interno, i plebei ricchi ambivano alle magistrature, prerogativa dei soli patrizi:
con l'abbandono in massa di Roma (secessione sull'Aventino del 494) ottennero la nascita dei tribuni della plebe;
con le Leggi delle XII Tavole (450) ottennero il primo codice scritto di leggi (e quindi non più interpretabile liberamente);
con la Legge Canuleia (445) ottennero i matrimoni misti tra patrizi e plebei.
nel 367 vennero approvate le Leggi Licinie-Sestie: i plebei potevano ora concorrere a tutte le magistrature, incluso il consolato. La nobiltà dei denaro (plebei ricchi) affiancò quindi quella del sangue (patrizi).
Nacque l'ordinamento centuriato (impropriamente attribuito a Servio Tullio), con la cittadinanza divisa in 6 classi dai censori, che fornivano soldati all'esercito e si riunivano nei comizi centuriati. Si accentuò la differenza tra ricchi e poveri.
Nel V secolo, dopo la scomparsa della monarchia, vengono eretti alcuni grandi templi in connessione con la creazione della Repubblica e la crescita di potere di alcune grandi famiglie aristocratiche. Come reazione i plebei costruiscono templi sull’Aventino.
Nel 390 i Galli di Brenno, popolazione celtica che aveva scacciato gli Etruschi dalla Pianura Padana, saccheggiarono e incendiarono Roma.
Livio ci dice che la città venne ricostruita nell'arco di un anno e in modo piuttosto caotico, vista la fretta.
L'archeologia in realtà non ha trovato tracce di distruzioni estese, evidenziando invece in molti casi la continuità tra la Roma precedente e quella successiva al sacco.
La popolazione è ancora attestata sui 35.000 abitanti.
Nel corso del V secolo vengono eretti numeri templi, committenze sia della classe aristocratico-senatoria (Campidoglio, Foro Romano), sia di quella plebea (Aventino). Per volontà del dittatore Furio Camillo (che aveva conquistato Veio nel 396 e poi messo in fuga i Galli dopo il Sacco del 390) vengono inoltre ricostruiti alcuni templi.
Dopo il Sacco dei Galli, la città viene munita di nuove mura difensive, che in larga parte ricalcano quelle precedenti di epoca monarchica.
(367-265) Repubblica del IV-III secolo: Roma domina l'Italia Centrale e Meridionale
Roma arrivò a dominare l’Italia centrale e meridionale
Cronologia:
(343-341) Prima Guerra Sannitica
(326-304) Seconda Guerra Sannitica
(298-290) Terza Guerra Sannitica
(280-275) Guerra vs Pirro (sconfitto a Beneventum)
(272) Resa di Taranto
Del sacco dei Galli approfittarono gli Etruschi e i Latini, che si ribellarono (ma entro il 350 i Romani controllavano nuovamente la situazione).
Le Tre Guerra Sannitiche (343-290) permisero a Roma di dominare l'Italia centro-meridionale e di trasformarsi da città-stato in Stato territoriale. Tutti gli alleati (socii) dovevano fornire a Roma soldati in guerra.
Nel 280 Roma si scontrò con Pirro, re dell'Epiro e alleato della greca Taranto contro Roma. Pirro alla fine venne sconfitto (a Maleventum/Beneventum nel 275) e Taranto si arrese nel 272. Roma controllava a quel punto tutta l'Italia centrale e meridionale fino alla punta della Calabria.
(265-146) Repubblica del III-II secolo: Roma domina il Mediterraneo Occidentale
Roma si espanse in Africa, Macedonia, Grecia e Asia Minore e divenne padrona del Mediterraneo.
Cronologia:
(265-260) Prima Guerra Punica (vittorie di Milazzo nel 260 e delle Isole Egadi nel 242)
(272) Sicilia, Sardegna e Corsica province.
(219-204) Seconda Guerra Punica (Annibale sconfisse i Romani sul Ticino, Trebbia, Lago Trasimeno; battaglia di Canne del 216; Scipione sconfisse Annibale a Zama nel 204)
(218) dopo aver sconfitto i Galli a Talamone, i Romani passano il Po e fondano Cremona e Piacenza
(215-205) I Guerra Macedonica
(201) Spagna Romana
(201) Nord Africa (Numidia) Romano
(200-197) II Guerra Macedonica
(191-188) Guerra contro Antioco III seleucide (Roma padrona del Mediterraneo)
(171-168) III Guerra Macedonica
(168) Macedonia Romana (vittorie sul regno di Macedonia contro Filippo V nel 197 e contro suo figlio Perseo nel 168)
(150-146) III Guerra Punica
(146) Distruzione di Corinto (provincia di Macedonia)
(146 A.C.) distruzione di Cartagine (Africa Romana)
I suoi interessi in Sicilia, portarono Roma a scontrarsi con Cartagine (in tre diverse guerre, tra il 265 e il 146).
Dopo aver vissuto momenti drammatici (come quando tra il 218 e il 204 Annibale Barca aveva portato la guerra in Italia, massacrando 70.000 legionari romani a Canne), Roma alla fine sconfisse Cartagine e divenne padrona del Mediterraneo occidentale.
Nel frattempo (tra il 215 e il 168) combattè tre guerre contro il Regno di Macedonia, che si conclusero con la trasformazione della Macedonia in provincia romana.
Le distruzioni di Cartagine e Corinto del 146 resero Roma padrona di tutto il Mediterraneo.
Se la creazione di un impero territoriale favorì l'arricchimento di aristocratici (tramite proprietà agricole sempre più vaste) e cavalieri (tramite il commercio), di contro l'importazione massiccia di schiavi in Italia e la concorrenza dell'artigianato orientale misero in grave crisi i piccoli artigiani e i piccoli proprietari terrieri (col grano, ora importato da Sicilia e Africa, che nella penisola italiana cedeva il passo a viti, ulivi, ortaggi e frutta).
(146-27) Repubblica del II-I secolo: Roma domina il Mediterraneo Orientale e Guerre Civil
Guerre civili
(133-121) Tiberio e Caio Gracco
(83-82) Guerra Civile Mario e Silla
(82-79) Dittatura di Silla
(71) Vittoria di Pompeo su Spartaco con Crasso
(70) Vittoria di Pompeo su Sertorio in Spagna
(67) Vittoria di Pompeo sui pirati cilici
(63-62) Vittoria di Pompeo in Siria e Giudea
(66-63) Vittoria si Pompeo su Mitridate
(61) Trionfo di Pompeo a Roma
(63) Congiura di Catilina sventata da Cicerone
(60-50) Primo triumvirato
(59) Cesare Console
(58-51) Guerre Galliche di Cesare
(49) Rubicone
(48) Farsalo: Cesare dittatore a vita
(44) Morte di Cesare
Conquistato il Mediterraneo, a Roma si scatenano di nuovo lotte interne tra gli optimates aristocratici e i populares difensori della plebe.
Nel 133 viene assassinato Tiberio Sempronio Gracco (fautore di una riforma agraria che favoriva in proletari), nel 121 viene ucciso il fratello Caio Sempronio Gracco (che lotta per i diritti di cavalieri, proletari e socii italici).
Nel 107 l'eroe dei populares Mario crea il primo esercito romano di professione, reclutando nullatenenti che da quel momento si legano in modo permanente ai propri generali (e non a Roma o al Senato).
Mario sconfigge Cimbri e Teutoni, mentre nel 91-88 si combatte la guerra contro i socii italici, ai quali alla fine viene concessa la cittadinanza romana.
L'optimate Silla intanto sconfigge Mitridate (89-85) e, sfruttando la morte di Mario (86), torna a Roma e (dopo una sanguinosa guerra civile, nell'83-82) si fa eleggere Dittatore perpetuo, fini alla sua morte (82-79).
Riforma lo Stato, restituisce potere al Senato e fa strage dei nemici politici.
(27 aC-14 d.C.) Augusto
Il dominio di Odoacre (476-493)
Il dominio di Tedorico (493-526)
I successori di Teodorico e la Guerra Greco-Gotica (526-553)
Dalla conquista bizantina a Gregorio Magno. La minaccia longobarda (554-604)
Dalla morte di Gregorio Magno ai conflitti con Bisanzio per il monotelismo (604-649)
Dal conflitto con Bisanzio per il monotelismo a quello per l'iconoclastia (649-726)
Dalla lotta iconoclastica a Pipino in Italia (726-754)
Dall'inizio del dominio temporale della Chiesa fino alla prima discesa di Carlomagno in Italia (754-774)
Roma e i Carolingi (774-882)
Roma tardo-carolingia delle famiglie aristocratiche (858-915)
Roma e gli imperatori germanici (965-1049)
I Crescenzi (990-1012)
I Tuscolani (1013-1045)
Roma e la Riforma
Gregorio VII
Pierleoni contro Frangipane
La nascita del Comune Romano (1144)
Il comune durante la lotta tra Federico Barbarossa e i papi
La sottomissione del comune al papa e l'ultima reazione popolare
Il potere di Innocenzo III
L'incertezza dei romani e la grande rivoluzione contro Gregorio IX
Il trionfo passeggero di Federico II
La dittatura di Matteo Rosso Orsini
L'alleanza tra Roma e papa contro l'imperatore
Baroni a Roma
Da Brancaleone alla lotta dei baroni per il Senato (1252-1265)
La fine degli Svevi e la nuova potenza angioina (1266-1277)
Da Niccolò III a Celestino V (1278-1294)
Bonifacio VIII (1294-1303)
Roma abbandonata e ribelle. Le due incoronazioni imperiali (1303-1328)
ll trionfo del Comune (1328-1347)
Cola di Rienzo tribuno (1347)
La riconquista di Albornoz e il senatorato di Cola (1348-1354)
Roma sottomessa. Il ritorno del papa (1354-1378)
La Felice Società dei Balestrieri e dei Pavesati
ll ritorno di Gregorio XI a Roma (1377)
Roma alla fine del periodo avignonese
l grande Scisma d'Occidente
Martino V (1417-1431)
Eugenio IV (1431-1447)
Azioni di Vitelleschi
Niccolò V (1447-1455) e il riaffermarsi della signoria papale
Callisto III
Pio II
Paolo II
Sisto IV
Innocenzo VIII
Alessandro VI
Pio III
Giulio II
Leone X
Adriano VI
Clemente VII
Paolo III
Giulio III
Marcello II
Paolo IV
Pio IV
Pio V e Lepanto
Gregorio XIII
Sisto V
Urbano VII
Gregorio XIV
Innocenzo IX
Paolo V (1605-1621)
Gregorio XV (1621-1623)
Urbano VIII (1623-1644)
Innocenzo X (1644-1655)
Alessandro VII (1655-1667)
Paolo V (1605-1621)
Gregorio XV (1621-1623)
Urbano VIII (1623-1644)
Innocenzo X (1644-1655)
Alessandro VII (1655-1667)